{"id":203,"date":"2022-05-22T14:49:36","date_gmt":"2022-05-22T12:49:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.spaghettihacker.it\/?p=203"},"modified":"2022-05-22T14:49:36","modified_gmt":"2022-05-22T12:49:36","slug":"il-nuovo-spaghetti-hacker-le-origini-di-hacking-e-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.spaghettihacker.it\/?p=203","title":{"rendered":"Il nuovo Spaghetti Hacker: le origini di hacking e diritto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.spaghettihacker.it\/?page_id=32\"><strong>Torna alle recensioni<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"430\" src=\"https:\/\/www.spaghettihacker.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/spcover600-3-e1653196776480.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>G. Ziccardi, <a href=\"https:\/\/www.leggioggi.it\/2012\/01\/01\/il-nuovo-spaghetti-hacker-le-origini-di-hacking-e-diritto\/\"><strong>Leggi Oggi,<\/strong><\/a> 1 gennaio 2012<\/p>\n\n\n\n<p>La prima edizione di \u201cSpaghetti Hacker\u201d \u00e8 rimasta nel catalogo del suo editore milanese, Apogeo, per oltre dieci anni. Il testo, diventato ormai un libro di culto per migliaia di hacker italiani e per i pionieri del diritto dell\u2019informatica nel nostro Paese, \u00e8 stato \u201cripreso\u201d dai suoi due autori, l\u2019hacker Stefano Chiccarelli e il giurista Andrea Monti, per essere ridato alle stampe in una versione rinnovata sia per quanto riguarda la curatissima veste editoriale (ora l\u2019editore \u00e8 la M&amp;A di Pescara, dello stesso Monti) sia per alcuni minimi aggiornamenti che hanno rinfrescato l\u2019attualit\u00e0 di questo libro. Quando Andrea mi ha consegnato una delle prime copie, mi ha confermato che il testo riprende integralmente la vecchia edizione tranne l\u2019aggiunta di una nuova prefazione, una nuova post-fazione, significativamente intitolata \u201cTempo Zero\u201d, e un completo ritocco editoriale (e aggiornamento) di diverse parti del testo. Non siamo quindi in presenza, letteralmente, di una seconda edizione (versione 2.0) ma, come mi ha detto simpaticamente (e onestamente) l\u2019Autore, di una versione 1.5.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpaghetti Hacker\u201d \u00e8, sostanzialmente, due cose: una testimonianza dell\u2019arrivo dell\u2019informatica in Italia negli anni Ottanta e delle attivit\u00e0 degli hacker nostrani, e un resoconto delle questioni giudiziarie che hanno interessato il nostro Paese a seguito dell\u2019apparizione del fenomeno informatico.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima parte \u00e8 molto dettagliata e, in alcuni punti, dal piacevole sapore nostalgico. Si ricorda, ad esempio, l\u2019arrivo in Italia dei primi computer, le limitazioni, soprattutto di memoria e di interfaccia, che avevano i vari modelli Commodore e Spectrum ma anche l\u2019ingegno che era necessario per programmarli e la costante attenzione che l\u2019utente doveva mantenere per sperimentare nuove vie e nuove funzioni, un\u2019attenzione (e curiosit\u00e0) che, spesso, l\u2019intuitivit\u00e0 dei sistemi moderni fa dimenticare e che \u00e8, al contrario, l\u2019essenza del vero hacking.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi ha vissuto quegli anni ricorder\u00e0 bene gran parte degli accadimenti narrati: i primi videogiochi, le console e la \u201csfida\u201d Atari 2600 vs. Intellivision, il mercato diviso tra Sinclair e Commodore, la rivoluzione portata dall\u2019arrivo dell\u2019Amiga, dai primi compatibili Ms-Dos e dalla Apple, le notti passate a digitare listati presi da riviste che iniziavano a diffondersi nelle edicole e la nascita delle prime BBS.<\/p>\n\n\n\n<p>Per spostarsi dall\u2019analisi tecnologica di quegli anni alle questioni giuridiche, il passo \u00e8 davvero breve e naturale: gli argomenti, nelle pagine del libro, diventano il commercio di dischetti su larga scala (anche nei negozi di informatica) quando ancora la disciplina sul software non era stata emanata, le protezioni da copia che venivano aggirate o modificate, la normativa degli anni Novanta in tema di duplicazione abusiva (quel decreto legislativo n. 518 del 1992 che port\u00f2 una vera e propria rivoluzione nel settore) e di crimini informatici (con la legge n. 547 del 1993 che introdusse per la prima volta il concetto di computer crime) e il conseguente, improvviso cambiamento del panorama anche amatoriale italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, per il giurista (ma non solo), l\u2019analisi si fa davvero interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Monti e Chiccarelli ripercorrono, ad esempio (con l\u2019ausilio di documentazione processuale dell\u2019epoca) le prime indagini su larga scala avvenute in Italia, i cosiddetti primi \u201ccrackdown\u201d, delineando anche le metodologie d\u2019indagine, gli errori commessi, l\u2019evoluzione della strategia (spesso di repressione) e la diffusione, nelle azioni del nostro legislatore, di un timore diffuso per le tecnologie informatiche che si trasmetter\u00e0 sino ai giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presente, notano gli Autori, \u00e8 sempre legato a doppio filo al passato, e per comprendere oggi a fondo il quadro normativo che interessa le tecnologie \u00e8 essenziale conoscere cosa \u00e8 accaduto prima, quale \u00e8 stato l\u2019approccio del nostro legislatore e dei nostri politici al fenomeno tecnologico. Questo volume, senza dubbio, lo descrive diffusamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 di hacking, i videotel e le BBS, i primi server Unix in Germania e il commercio delle password sono tutti accadimenti che, nelle pagine, sono spesso descritti in prima persona dalle significative testimonianze di chi allora c\u2019era, e operava, nel nascente underground informatico italiano. Interessante, allora, la descrizione della nascita dei primi hackmeeting ma anche l\u2019organizzazione di incontri sperimentali, e molto accesi, tra magistrati e avvocati, le e-zine italiane di hacking che si contrapponevano alle famosissime Phrack! e 2600, gli incontri di iscritti a mailing list e associazioni telematiche ma anche la delicatezza (e spettacolarizzazione) delle prime indagini sul tema della pedopornografia, dei primi arresti e del cambiamento che l\u2019avvento di Internet ha portato anche in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che rileggo questo libro, rimane l\u2019agrodolce in bocca. Il dolce \u00e8 il ricordo di quei tempi e di quelle tecnologie, la sensazione pi\u00f9 aspra \u00e8 invece il ricordo della caccia alle streghe, degli errori giudiziari e delle indagini spesso disarticolate di quegli anni, della paura per la tecnologia, per il \u201cmad scientist\u201d, che anche in Italia ha fatto non poche vittime.<\/p>\n\n\n\n<p>Una lettura ancora istruttiva (e costruttiva), insomma, per giovani e meno giovani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torna alle recensioni G. Ziccardi, Leggi Oggi, 1 gennaio 2012 La prima edizione di \u201cSpaghetti Hacker\u201d \u00e8 rimasta nel catalogo del suo editore milanese, Apogeo, per oltre dieci anni. 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